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Può un album di figurine cambiare la storia? (Spoiler: sì)

Presentato a febbraio, nonostante sia un evento storico, del lancio se n’è parlato pochissimo: un sintomo di quanto sia ancora lunga la strada per conquistare un posto al sole anche per il calcio femminile

Presentato a febbraio, nonostante sia un evento storico, del lancio se n’è parlato pochissimo: un sintomo di quanto sia ancora lunga la strada per conquistare un posto al sole anche per il calcio femminile

Dopo anni di battaglie e rivendicazioni, l'Italia accoglie il primo album di figurine Panini dedicato al calcio femminile. Se vi sembra una notizia di poco conto, sbagliate. Infatti, a valle della presentazione di questo prodotto finora a esclusivo appannaggio della lega maschile ci sono lotte e vite dedicate alla promozione dell'inclusione delle donne nel mondo del calcio. Le storie di Silvia Fiorini, Sara Gama, Megan Rapinoe hanno tracciato la via da seguire per disegnare un ambiente calcistico più inclusivo, più accogliente verso le atlete di domani.

Tuttavia, la notizia è un’altra. Al suo lancio, avvenuto a febbraio 2025, dell’album dedicato alle calciatrici se n’è parlato pochissimo. Solo grazie all’investimento mediatico profuso nei mesi successivi dalla Divisione della Serie A Femminile si è strappata un po’ di visibilità a favore di questo prodotto storico. Ecco perché, dunque, questo album di figurine segna l'inizio di una rivoluzione.

L'album di figurine delle calciatrici, un album storico

Più che un prodotto da edicola, l’album Panini "Calciatrici 2024-2025" è la granitica dichiarazione del raggiungimento di uno status. Infatti, il primo album di figurine dedicato interamente alla Serie A Femminile include nelle sue pagine tutte le partecipanti alle dieci squadre partecipanti alla prima divisione femminile. Tra queste, ci sono Manuela Giugliano (Roma), Cristiana Girelli (Juventus) e Vero Boquete (Fiorentina). In copertina sono raffigurate dieci calciatrici di altrettanti club italiani.

Oltre alle squadre di Serie A, l'album include sezioni dedicate alla Serie B e alla Nazionale Femminile, che parteciperà all'Europeo in Svizzera nel luglio 2025. In questo modo la casa editrice ha scolpito nel tempo i volti di tutte le atlete che hanno reso grande la prima divisione calcistica durante l’ultimo anno.

Presentato il 6 febbraio 2025 a Roma, l'album è stato distribuito gratuitamente negli stadi ospitanti le partite della diciottesima giornata di Serie A Femminile del 9 febbraio e le semifinali di Coppa Italia Femminile. A commentare la presentazione dell’album di figurine sono stati in tantissimi.

«Dopo 64 edizioni averne finalmente uno dedicato alle calciatrici è un'emozione grande – ha commentato la presidente della Divisione della Serie A Femminile Federica Cappelletti – Questa è la dimostrazione che il calcio femminile sta crescendo molto e sta diventando sempre più importante».

«Le ragazze devono essere orgogliose – ha proseguito Gianluigi Buffon – Con il loro modo di sognare e lottare sono arrivate ad avere anche questa soddisfazione. Per loro è un riconoscimento meritato».

La strada da fare è ancora lunga

Ma il movimento calcistico femminile ha davanti a sé un percorso ancora molto lungo per ottenere la piena riconoscibilità che merita. Ad oggi le calciatrici tesserate in Italia sono più di 42.000. Solo dieci anni fa non arrivavano a 20.000. Per fortuna i numeri sono in costante aumento, nonostante tutte le calciatrici siano costrette a vivere una situazione di inadeguato riconoscimento.

Infatti, nel calcio femminile girano meno soldi, le strutture in cui le ragazze si allenano non sono sempre adeguate e il professionismo rimane un privilegio di poche calciatrici. Alcuni grossi club come Juventus, Inter, Milan, Roma e Fiorentina stanno cercando di incrementare il valore commerciale di questo segmento sportivo, investendo su diritti televisivi, spettatori e marketing, ma i risultati sembrano ancora non adeguati agli sforzi profusi.

Può, dunque, un album di figurine cambiare la storia? Sì, può farlo perché mette tra le mani delle ragazze e dei ragazzi di domani un sogno: quello nel quale tutti, ma proprio tutti, potranno calciare un pallone e urlare “goal!”.

Foto di apertura: Panini