Dolci

Scroccafusi: la ricetta del Carnevale marchigiano

  • Difficoltà

    facile

  • Categoria

    Dolci

  • Porzioni

    6

  • Tempo preparazione

    20 (+ 1 ora di riposo) min

    PT20M

  • Tempo cottura

    30 min

    PT30M

  • Tempo totale

    50 (+ 1 ora di riposo) min

    PT50M

  • Cucina

    Marchigiana

  • Cottura

    Lesso e fritto

Un dolce regionale marchigiano dedicato al carnevale: scopriamo la ricetta degli scroccafusi!

Un dolce regionale marchigiano dedicato al carnevale: scopriamo la ricetta degli scroccafusi!

La ricetta degli scroccafusi rientra tra quelle dei dolci di Carnevale tipici delle Marche, in particolare della provincia di Macerata. A primo impatto si rivelano piuttosto diversi dalle prelibatezze che siamo abituati a gustare in questo particolare periodo dell’anno. Non sono né simili alle chiacchiere, né alle tipiche frittelle, ma sono facilmente riconoscibili per il tocco rosso regalato dalla decorazione con l’Alchermes. Inoltre, prevedono una doppia cottura. Se volessimo trovare un equivalente, potremmo associarle alle castagnole.

Preparare in casa gli scroccafusi di Macerata è semplice, ma bisogna seguire alcuni semplici accorgimenti che approfondiamo di seguito, unitamente ad alcune curiosità sulla loro storia.

La ricetta degli scroccafusi marchigiani

Se vi abbiamo fatto venire voglia di addentare uno scroccafuso ancora tiepido, recuperate i pochi e semplici ingredienti che elenchiamo di seguito e mettetevi all’opera. Se non trovate l’Alchermes, andrà bene anche del rum.

Ingredienti

  • 350 g di farina 00
  • 3 uova
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio e mezzo di olio extravergine d’oliva
  • 1 pizzico di sale
  • 1/3 di bustina di lievito per dolci
  • 70 g di liquore all’anice
  • 1 pizzico di cannella
  • Olio di semi di arachide per friggere
  • Alchermes e miele per condire

Procedimento

Qui di seguito gli step per preparare gli scroccafusi fatti im casa:

  1. Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro e sgusciate le uova al centro. Aggiungete lo zucchero, l’olio, un pizzico di sale e la cannella.
  2. Con una forchetta o una frusta iniziate a sbattere le uova, incorporando lentamente la farina insieme al lievito. Infine versate il liquore all’anice e lavorate fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.
  3. Formate un panetto con l’impasto, copritelo con pellicola o un panno umido e lasciatelo riposare per circa un’ora.
  4. Dividete l’impasto in 3-4 pezzi e stendeteli formando dei cilindri larghi circa 5 cm. Tagliate dei pezzi lunghi 4-5 cm, che formeranno i vostri scroccafusi.
  5. Portate a bollore una pentola d’acqua leggermente salata e lessate gli scroccafusi fino a quando non salgono a galla (circa 6-7 minuti). Scolateli e lasciateli asciugare su un telo per 30 minuti.
  6. Scaldate l’olio di semi e praticate, con delle forbici, dei tagli a croce o trasversali sui singoli pezzi.
  7. Friggeteli coprendo la padella con un coperchio in modo che il vapore li mantenga soffici all’interno. Una volta fritti, irrorate questi dolci marchigiani di Carnevale con dell'Alchermes e/o con del miele leggermente sciolto in padella. Serviteli caldi.

Scroccafusi al forno

Oltre che fritti, potete preparare gli scroccafusi al forno, per un risultato più leggero. Una volta pronto l’impasto, portate a bollore l’acqua e modellate l’impasto ottenendo degli gnocchi poco più grandi di una noce. Se l’impasto risulta appena appiccicoso, potete usare due cucchiai per modellarlo.

Immergeteli nell’acqua e cuoceteli circa 5 minuti, finché salgono a galla, facendo attenzione a non farli attaccare. Scolateli su un telo e incidete ciascun dolcetto con una croce, lasciandoli asciugare bene.

Disponeteli su una placca foderata di carta forno e cuoceteli a 180°C per 20 minuti, o finché risultano leggermente dorati. Appena sfornati, decorateli come sopra.

Consigli per la preparazione

Come avete visto, preparare gli scroccafusi marchigiani è piuttosto facile, ma ci sono alcuni accorgimenti fondamentali per ottenere un risultato perfetto. Ad iniziare da un impasto ben amalgamato. Non cedete alla tentazione di aggiungere troppa farina, renderebbe il composto duro, mentre questo deve rimanere morbido ma lavorabile.

Un accorgimento indispensabile in fase di frittura: l’olio non deve essere né troppo caldo né troppo freddo. Nel primo caso, questi dolci di Carnevale ne assorbiranno troppo; nel secondo, si bruceranno fuori restando crudi dentro. Girateli delicatamente durante la cottura e non sovraffollate la padella.

Varianti

Gli scroccafusi di Macerata si prestano a diverse varianti, alcune più ancorate alla tradizione, altre più moderne. Innanzitutto, potete cambiare gli aromi che aggiungete all’impasto, magari puntando sulla scorza grattugiata di arance o limoni. O sulla vaniglia. Potete anche omettere il liquore o, anziché uno all’anice, utilizzarne uno agli agrumi, o del rum.

Una volta cotti, poi, anziché condirli con l’Alchermes o il miele, potreste optare per del semplice zucchero a velo o per del cioccolato fuso, per una versione ancora più golosa.

La storia degli scroccafusi

Innanzitutto, il nome deriverebbe proprio dalla loro croccantezza al morso: lo scrocchiare della frittura è ciò che caratterizza questi dolcetti e da cui probabilmente deriva il termine con il quale sono noti. Altri nomi con i quali li si identifica nella regione sono “stummeri” e “cecetti”.

Le loro radici affondano nella cultura contadina, quando si preparavano dolci ricchi prima della Quaresima, usando ingredienti facilmente reperibili come farina, zucchero, strutto e liquori. Alcuni collegano le origini degli scroccafusi addirittura all’antica Roma, dove si friggeva un impasto simile condito con miele. Da lì, la ricetta delle scroccafuse si è tramandata di generazione in generazione, andando a dare vita, con il tempo, a piccole varianti.

Una curiosa leggenda li riguarda: mentre li si prepara, si dovrebbe essere soli. Se dovesse entrare qualcuno di estraneo, la buona riuscita ne verrebbe compromessa.

Conservazione 

Gli scroccafusi si conservano per qualche giorno sia nel caso che siano fritti che al forno ma, in entrambi, vi consigliamo di gustarli appena pronti, per godere al meglio della loro sofficità interna e del loro sapore.

Potete comunque tenerli a temperatura ambiente, in un contenitore ermetico, fino a 3-4 giorni. In alternativa, in frigo durano qualche giorno in più, ma tendono a diventare molli, meglio scaldarli leggermente prima di servirli per recuperare la loro croccantezza.

Photo Credit Apertura | Pixabay