Disciplina o dialogo? Allevare dei figli non è una scelta tra queste due opzioni: lo spiegano i principi trasformativi dell’educazione rispettosa
Disciplina o dialogo? Allevare dei figli non è una scelta tra queste due opzioni: lo spiegano i principi trasformativi dell’educazione rispettosaIn un mondo sempre più consapevole dell'importanza del benessere emotivo, la pratica del respectful parenting non rappresenta solo un metodo per educare i bambini, ma si traduce in un percorso di crescita reciproca tra adulti di oggi e di domani. Questo modello di genitorialità enfatizza rispetto, comunicazione autentica e consapevolezza nelle relazioni familiari, creando un ambiente in cui adulti e bambini possono imparare e migliorarsi reciprocamente.
Se fino a qualche tempo fa si pensava che la disciplina fosse l’unica strada possibile per madri e padri desiderosi di allevare “persone perbene”, oggi sappiamo che non è così. Quei genitori finivano per diventare “bulli” nei confronti dei figli. Quello che il respectful parenting prevede è un cambiamento di ottica nella figura del genitore, che resta leader, ma diventa consapevole e positivo, con uno stile non centrato solo sul controllo. Ecco tutto quello che c’è da sapere su respectful parenting per cambiare marcia in famiglia.
Cos'è il Respectful Parenting
Il termine "Respectful Parenting" nasce dagli insegnamenti della pediatra Magda Gerber, fondatrice del metodo RIE (Resources for Infant Educarers). Questa organizzazione aiuta genitori ed educatori a trattare neonati e bambini con rispetto, sfatando tutti i luoghi comuni che riguardano la prima infanzia e l’età scolare.
Alla base dell’educazione rispettosa vi è l'idea che i bambini, fin dalla nascita, siano individui completi che meritano rispetto, empatia e scelte autonome, adeguate alla loro età. L’obiettivo non è imporre autorità, ma co-creare un ambiente sicuro dove ogni membro sia valorizzato.
Chiariamo una cosa: vivere un'educazione rispettosa non significa farsi mettere i piedi in testa. Non è buonismo elargito a piene mani e autogestione. Un respectful parenting style prevede comprensione, empatia e supporto, ingredienti che danno al bambino la possibilità di crescere resiliente e sicuro di sé. Il genitore rimane una guida, che si approccia al piccolo con maturità emotiva.
Respectful parenting: applica queste tre strategie
Se praticare il respectful parenting sembra un impegno immenso, prova ad applicare queste strategie con micro-esercizi quotidiani.
- Ascolto attivo: invece di interrompere un bambino o cercare subito di risolvere il problema, rispondi riflettendo o parafrasando ciò che ha detto (“Capisco che ti senti triste perché…").
- Coinvolgimento: coinvolgi i tuoi figli nelle decisioni da prendere. Offri delle scelte anche nelle semplici attività quotidiane. Ad esempio, “Preferisci mettere questa maglietta o quell’altra?”. In questo modo scongiurerai ogni capriccio.
- Linguaggio non giudicante: utilizza espressioni senza giudizio, evita frasi come “Non fare così!”, e favorisci invece un linguaggio collaborativo del tipo “Come possiamo risolvere assieme questo problema?”.
Respectful parenting: qualche libro per approfondire
Se si desidera approfondire la genitorialità rispettosa, ci sono tantissime risorse online e offline da esplorare.
Ad esempio, puoi ascoltare il podcast Mamma Superhero condotto da Silvia D'Amico, parent coach, autrice e mamma di tre bambini. Attraverso ogni episodio D'Amico fornisce strategie pratiche per alleviare la fatica di crescere i figli, sviluppare la maturità emotiva e diventare guide empatiche, attraverso il racconto di esperienze di vita vissuta.
Capostipite del respectful parenting, Janet Lansbury è l’autrice di un altro libro molto utile per chi vuole abbracciare questo stile educativo: si intitola No Bad Kids: Toddler Discipline Without Shame, disponibile però in inglese
Una lezione per tutti: l’impatto positivo sul genitore
Adottare il respectful parenting style non aiuta solo i figli, ma migliora anche il benessere emotivo e psicologico dei genitori. Imparare ad affrontare le sfide senza punizioni o rimproveri permette di sviluppare pazienza e consapevolezza, valori che si riflettono poi in altre relazioni, lavorative e personali.
“Quando ci sforziamo di comprendere i nostri figli, scopriamo di capire meglio anche noi stessi”, afferma Janet Lansbury, sottolineando come la genitorialità possa essere un percorso trasformativo.
Quindi proviamo a fare un esercizio e chiediamoci: Se guardassimo il mondo con gli occhi di un bambino, come cambierebbero le nostre azioni quotidiane? Le risposte a questo cambio di prospettiva potrebbero stupirci.
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