Come la chiami una relazione poliamorosa in cui non si comunica apertamente, ma si tollera la presenza di altre persone? A quanto pare, c’è un termine anche per questo: tolyamory. Oggi ti spiego cos’è.
Come la chiami una relazione poliamorosa in cui non si comunica apertamente, ma si tollera la presenza di altre persone? A quanto pare, c’è un termine anche per questo: tolyamory. Oggi ti spiego cos’è.La prima volta che ho letto la parola tolyamory (toliamore) ho pensato che si trattasse di un refuso. Poi ho guardato la tastiera: la p e la t non sono poi così vicine. Sapevo che prima o poi questo momento sarebbe arrivato e allora eccomi qui, a parlarti di quello che no, non è un trend. È solo un modo per dare un nome a qualcosa che esiste da sempre. Accettare le corna e non farne una tragedia.
Come nasce la parola tolyamory
Il termine tolyamory è stato coniato da Dan Savage, nel 2024, in un episodio del podcast "Savage Lovecast". Deriva dalla combinazione tra "tolerate" e "polyamory".
Di poliamore ne abbiamo parlato in diverse occasioni, ma facciamo un brevissimo ripassino. Le relazioni poliamorose stravolgono la concezione tradizionale di coppia e danno ai partner la possibilità di avere relazioni con altre persone (che non per forza devono includere il sesso). Ciò che conta è l’onestà e la trasparenza. Si parla e si trova una sorta di accordo formale nel quale si stabiliscono le "regole" di questo rapporto - che potrebbero comunque cambiare nel tempo, perché cambiano i sentimenti e, di conseguenza, le intenzioni.
Nel toliamore, invece, non ci sono accordi, né comunione di intenti. A un certo punto, uno dei partner infrange il patto siglato con la monogamia e inizia ad avere relazioni extraconiugali. La coppia continua a esistere, ma non si è più solo in due.
Cosa cambia tra relazione aperta e tolyamory?
Quello tra la relazione aperta e il toliamore è un confine abbastanza marcato che riguarda la comunicazione. Le coppie che vivono la relazione in modo aperto lo hanno deciso. Sono consapevoli e, un po’ come nel poliamore, lo vogliono. Non si tratta di un capriccio di uno dei due.
Nel tolyamory, no. Si sa - per una confessione o perché si è degli abili Sherlock e si conosce la verità - di essere "cornuti", ma si è tolleranti verso il tradimento. Lo si accetta e basta. Agli occhi del mondo, si resta una coppia monogama.
Questo non significa che il toliamoroso sia una persona sciocca, priva di amor proprio. Solo che presta più attenzione alla relazione (se funziona, se c’è impegno quotidiano e amore, se riceve ciò di cui ha bisogno), dando al tradimento un’importanza marginale.
Il tolyamory è un poliamore che non ci ha creduto abbastanza?
Immagina di vivere in una relazione poliamorosa. Ogni giorno ti impegni a comunicare, a dire alle persone coinvolte come ti senti, cosa vuoi dal rapporto, a impostare regole che vadano bene per tuttə. Lo fai perché credi che questa forma di rapporto sia la più sincera in assoluto.
Per i poliamorosi, i toliamorosi sono semplicemente persone che vengono tradite, ma hanno bisogno di una parola per non giudicare il partner traditore. Per quale razza di ragione? Perché così è più semplice trovare un motivo per restare e non dover ammettere che la relazione è finita.
Il tolyamory non piace ai poliamorosi. Non solo perché rappresenta il fallimento della comunicazione, l’assenza di consenso, un modo spicciolo per evitare le discussioni e salvare la coppia. Il tolyamory è considerato una cosa stupida perché è un poliamore senza "compersion" - dove questa parola indica la gioia condivisa in cui, in una relazione poliamorosa, si è felici per le emozioni che il proprio partner può provare con un’altra persona (in altri termini, l’esatto opposto della gelosia).
Concludo questo articolo con una domanda aperta: è meglio essere toliamoroso e non saperlo, o scoprire di essere stati traditi e avere la possibilità di capire di esserlo? Nell'attesa di trovare una risposta, fai come il bombo. Continua a volare.
Immagine in anteprima: freepik

