La legge dell'attrazione esiste davvero o è solo una teoria che va tanto di moda, soprattutto sui social? Scopriamolo insieme.
La legge dell'attrazione esiste davvero o è solo una teoria che va tanto di moda, soprattutto sui social? Scopriamolo insieme.C’è una frase bellissima che viene attribuita alla scrittrice Anaïs Nin o al Talmud (uno dei testi sacri dell’ebraismo) che fa così "Non vediamo le cose per come sono. Le vediamo per come siamo noi". Lo trovo un modo perfetto per introdurre un argomento che genera spesso confusione, viene frainteso o venduto come intruglio magico che ti farà ottenere ciò che più desideri, senza sudare: la legge dell’attrazione. Vediamo in cosa consiste questa teoria, come funziona secondo la psicologia e in che modo puoi applicarla (in modo sensato) alla vita di tutti i giorni.
Cos’è la legge dell’attrazione universale
La legge dell’attrazione è una teoria secondo la quale i nostri pensieri - positivi o negativi che siano - siano in grado di influenzare la realtà che ci circonda, e di attirare situazioni sintonizzate con le emozioni che stiamo vivendo.
L’idea di base è molto semplice: se ho pensieri positivi riesco ad attirare qualcosa di simile a me. Non basta, però, disegnare in testa farfalle e fiorellini per riuscire a vedere dei cambiamenti concreti. Alla visualizzazione mentale di ciò che vogliamo, deve infatti seguire la pratica. Quindi, la legge dell’attrazione non è una regola per la quale se penso positivo, per magia si avvera tutto quello che voglio.
Può invece essere usata, nelle situazioni di ogni giorno, come uno strumento motivazionale che stimola la crescita personale e professionale - e che può tornare utile nei contesti più vari, anche nelle relazioni affettive.
Come funziona la legge dell’attrazione in psicologia
Una delle massime più diffuse sulla legge dell’attrazione è quella di credere che esista una sorta di "forza magnetica" mentale che interferisce con quello che ci succede. Questa teoria si basa, non a caso, sulla fisica quantistica e sul concetto che l’energia attira energia simile.
Una citazione attribuita a Einstein recita così: "Allineati alla frequenza della realtà che desideri, e questa si manifesterà". Ma che vuol dire riuscire ad attrarre ciò che si manifesta? Abbandoniamo un attimo questa concezione che potrebbe apparire esoterica, e focalizziamoci su quello che ci spiega la psicologia oggi.
Hai mai sentito parlare di profezia che si autoavvera? Introdotta in sociologia da Robert K. Merton (nel libro Teoria e struttura sociale), funziona così: le nostre aspettative possono influenzare il comportamento e, di conseguenza, i risultati.
Facciamo un esempio: hai paura che la tua relazione possa finire. Senza rendertene conto, cambi il tuo modo di relazionarti e diventi ossessiv3 e paranoic3. Alla fine, quello che avevi ipotizzato si avvera. Non succede, però, perché hai pensato e manifestato che sarebbe successo, come un profeta. Accade perché le condizioni che hai creato nella vita reale hanno condotto a un inevitabile scenario.
Il risvolto della medaglia
Se le nostre convinzioni su un ipotetico cambiamento possono essere effettivamente in grado di influenzarlo - la motivazione gioca un ruolo determinante in questo senso - si può andare incontro anche a un effetto ben diverso.
Mi riferisco alla cosiddetta positività tossica. Quella che ti costringe a tutti i costi a mettere a tacere i pensieri bui. Quella per cui ti dicono di sorridere anche se stai male, che in fondo sei fortunat3 a non essere nat3 in Pakistan.
Minimizzare una sensazione spiacevole mettendoci sopra lo sticker di uno smile non è la soluzione. L’essere umano non è sempre luce, e questo è quello che dovremmo imparare ad accettare e con cui convivere.
Il pensiero positivo, dunque, dovrebbe essere più consapevole. Se stai soffrendo, non nasconderti dietro una maschera. Prenditi il tempo che ti serve per riprenderti, elabora i tuoi traumi, chiedi aiuto se serve, e poi ricostruisci la tua vita da nuove basi (e se ci riesci, con l’aria fresca sugli incisivi).
Dalla manifestazione alla pratica: cosa fare (e cosa non fare)
Ampiamente criticata come teoria new age priva di basi empiriche, che rischia di farci cadere nel "pensiero magico" e di farci perdere di vista la realtà - negare l’esistenza di un problema pensando positivo perché sei vivo, non lo farà sparire nel nulla come un coniglio nel cappello - la legge dell’attrazione può essere anche altro.
In amicizia e in amore, per esempio, può modificare il modo in cui ci relazioniamo con gli altri, la nostra disponibilità verso nuove connessioni (le cogliamo perché siamo in una condizione mentale che ci porta a vederle), il nostro modo di comunicare e di carpire la "magia" che c’è nelle altre persone.
In altri contesti, può tradursi nel:
- non essere passivi rispetto alle difficoltà: ci sono situazioni che non dipendono dal nostro controllo e che non hanno niente a che vedere con un nostro pensiero negativo. Cambiare atteggiamento e affrontarle attivamente può essere un inizio;
- concentrarsi su un obiettivo, che significa avere chiarezza su ciò che si vuole ottenere, ma pure su quello che non si vuole;
- non arrendersi di fronte al primo fallimento. I sogni stanno scomodi nel cassetto, ma non devono smaterializzarsi alla prima occasione. Se ci credi, non ti arrendere, anche quando la stanchezza prenderà il sopravvento e sembrerà ormai impossibile. Soprattutto, quando sembrerà impossibile.
Prima di trasformarmi involontariamente in una guru motivazionale che alla fine ti convince a iscriverti al suo corso, ti dico due ultime cose. Se ti interessa approfondire l’argomento, trovi tanti libri sul tema - ma siccome non li ho letti, non saprei quale consigliarti (leggi le recensioni e fidati del parere altrui, se ci riesci).
Dulcis in fundo, c’è una cosa che a me aiuta molto, anche nei momenti più neri, e che non ha niente a che vedere con la fede, l’esoterismo o un beverone di positività da ingurgitare appena svegli. Praticare la gratitudine. Perché, in fondo, torniamo sempre lì: non vediamo le cose per come sono, ma per come siamo noi. E allora, tanto vale scegliere di essere quel tipo di persona che si guarda intorno e trova qualcosa per cui dire grazie.
Immagine di anteprima: wayhomestudio su Magnific

