SOS primo appuntamento: una guida per schivare i silenzi imbarazzanti o per imparare a viverli con leggerezza (con un briciolo di autoironia).
SOS primo appuntamento: una guida per schivare i silenzi imbarazzanti o per imparare a viverli con leggerezza (con un briciolo di autoironia).Una delle più grandi paure di chi si prepara ad affrontare un primo appuntamento, è quella di non sapere bene cosa dire. L’ansia da prestazione svuota la mente e anche le persone più brillanti si potrebbero ritrovare a corto di idee e di spunti per portare avanti la conversazione. Comunque i silenzi imbarazzanti al primo appuntamento non sono la fine del mondo. Ci sono tante altre cose che potrebbero andare storte - il pomodoro della pizza ti rimane tra i denti, scopri che vota Vannacci, lo/a chiami col nome dell’ex. Se comunque hai bisogno di conforto per provare a gestire possibili momenti di imbarazzo, disagio e silenzio al tuo prossimo primo appuntamento, qui trovi qualche suggerimento per allentare un po’ la tensione che potresti provare.
Perché il silenzio non è sempre un problema
Quando due persone si incontrano per la prima volta, la testa è piena di pensieri che si scagliano violenti come onde su uno scoglio in un mare in tempesta: mo’ cosa chiedo? Si starà annoiando? Evito di citare Titanic?
Questo chiacchiericcio interiore è quasi sempre più rumoroso di quanto sembri dall'esterno. L'imbarazzo è un'esperienza personale: tu lo senti fortissimo, ma non è detto che la persona di fronte a te lo stia percependo davvero.
Il silenzio al primo appuntamento fa parte del gioco, e non è una prova che le cose stiano andando per forza male. Per esempio, se state assaggiando un piatto particolarmente buono, una pausa nella conversazione può essere semplicemente... una pausa, o meglio un omaggio silenzioso alla bontà del cibo!
La capacità di stare in silenzio senza sentirsi obbligati a riempire ogni secondo è spesso un segnale di agio reciproco, non di distanza. E poi… può diventare il momento in cui ci si guarda a lungo negli occhi (con tutte le meravigliose sensazioni che ne derivano).
Come gestire i silenzi con naturalezza
Se il silenzio si protrae troppo a lungo, la timidezza prende il sopravvento e non ti ricordi neanche il nome di tua mamma, respira. Non sei a un colloquio di lavoro e magari hai solo bisogno di qualche minuto in più per scioglierti. Ti consiglio come potresti muoverti per gestire meglio le pause.
Fai domande che aprono
Le domande a cui si risponde con un sì o un no spengono la conversazione invece di accenderla. Allora... al posto di "Ti piace viaggiare?", prova con "Qual è stato il viaggio più bello che hai fatto". E vai così, con qualsiasi argomento (suggeriti: musica, film, anime, vacanza ideale).
Racconta qualcosa di te
Un aneddoto che ti fa molto ridere, da dove arriva quella cicatrice che hai sulla gamba, qualcosa che ti renda umano e non invincibile. Non devi raccontare la tua storia più intima al primo incontro (mia opinione personale: non sbottonarti subito, che non lo sai chi è la persona con cui sei uscito/a). Ti basta qualcosa di autentico che dia all'altro uno spunto per rispondere con qualcosa di suo.
Usa quello che hai intorno
Il locale in cui siete, il menu, la musica di sottofondo: tutto può diventare un pretesto per dire due parole, senza troppa fatica. Ti faccio un esempio. Siete in pizzeria, leggi il menu delle pizze per 1 minuto, poi chiedi "Sei del team pizza diversa ogni volta, o fai finta di leggerle e poi prendi sempre la stessa?" (io la seconda).
Sdrammatizza
Alleggerisci l'atmosfera quando arriva il primo silenzio imbarazzante. "Ok, prossimo livello: primo silenzio della serata sbloccato". E da lì, fai qualche altra domanda. Concentrati su quello che vorresti veramente sapere su chi hai di fronte: ha figli segreti in un altro Paese? Qual è il suo interesse speciale? Vive ancora con mamma?
Ascolta davvero
Molti silenzi non nascono dalla mancanza di argomenti, ma dal fatto che si è più concentrati su cosa dire dopo che su quello che l'altra persona sta raccontando. Chiedere qualcosa in più su ciò che hai appena ascoltato è molto più spontaneo del tirare fuori un argomento nuovo di zecca.
Il vero segreto? Non prendersi troppo sul serio
Sicuramente in rete leggerai migliaia di articoli sull’argomento, come quelli che ti suggeriscono di cosa parlare e quali sono invece gli argomenti che dovresti approfondire nel capitolo successivo.
La verità è che non esiste un manuale da studiare alla perfezione per fare in modo che tutto fili liscio, dall’inizio alla fine. Probabilmente, il modo migliore per vivere bene un primo appuntamento, scrollandoti l’ansia di dosso, è quello di non prenderti troppo sul serio.
E più in generale, ricorda che:
- non ci sono temi vietati: se una cosa per te è importante, che si tratti di politica, figli, progetti di famiglia a lungo termine, convinzioni religiose, fa in modo di conoscere chi hai incontrato da questo punto di vista fin da subito;
- non puoi controllare tutto, quindi non incupirti se l’appuntamento sarà diverso rispetto a come lo avevi immaginato. Potrebbe persino essere più intenso, inaspettato ed emozionante (silenzi inclusi) di quello che avevi ipotizzato!
Tutto il resto - conoscersi davvero, capire se hai davanti l’enessim* lestofante o un legame sano, una connessione animica o solo la persona che comunica con la parte di te bambina e la fa sentire vista - è qualcosa che affronterai quando sarà il momento di farlo. Adesso shhh, vai a prepararti, sennò arrivi in ritardo.
Immagine di anteprima: wayhomestudio su Magnific

