Procedimento
Ecco come si fa l'americano cocktail, spiegato passo passo
- Riempi un bicchiere con abbondante ghiaccio.
- Versa 3 cl Vermouth rosso. Aggiungi 3 cl di Campari.
- Mescola delicatamente con un cucchiaino da bar per amalgamare gli ingredienti e raffreddare bene il drink.
- Completa con soda o acqua frizzante fino a riempire il bicchiere.
- Guarnisci con una fetta d'arancia e una scorza di limone e servi subito.
Americano cocktail: quale bicchiere usare
Il bicchiere giusto per l’Americano, secondo la tradizione e i disciplinari IBA, è il tumbler basso (detto anche old fashioned glass), un bicchiere largo e robusto che permette di contenere bene il ghiaccio e favorisce la diffusione degli aromi. Alcuni bartender propongono l'Americano anche in coppa da vino, ma il tumbler basso resta la scelta più comune e consigliata.
Prima di servirlo, guarnisci il bicchiere con mezza fetta d'arancia e una scorza di limone. Si usano entrambi perché gli oli essenziali del limone valorizzano le note dolci-amare del Vermouth e del Campari.
I gradi dell'americano cocktail
Per quanto riguarda i gradi dell’Americano, trattandosi di un cocktail "allungato" con soda, ha una gradazione alcolica minore rispetto ad altri drink a base di superalcolici. In media, si aggira intorno agli 8-10 gradi, che possono variare in base alla quantità di soda aggiunta.
Questo lo rende un aperitivo relativamente leggero, adatto a essere sorseggiato con calma prima di un pasto, senza appesantire troppo rispetto a cocktail più forti come il Negroni o il Martini.
Quante calorie ha l'Americano cocktail
Che dire delle calorie? Un bicchiere di Americano, preparato secondo la ricetta classica, ne apporta mediamente circa 90-100. Meno rispetto ai cocktail a base di Campari in genere proprio grazie alla presenza della soda che diluisce l'alcol senza aggiungere zuccheri, a differenza di altri drink che prevedono succhi di frutta o sciroppi.
Che differenza c'è tra il Negroni e l'Americano cocktail
Molti li confondono, ma la differenza tra Negroni e Americano è in realtà molto semplice da capire, ed è anche legata a un aneddoto storico. Il Negroni nasce come "versione potenziata" dell'Americano: si racconta che il Conte Camillo Negroni, cliente abituale del Caffè Casoni di Firenze, chiese al barista di sostituire la soda dell'Americano con il gin, per ottenere un drink più forte e deciso. Da qui nacque il Negroni.
Entrambi si preparano e vengono serviti nel tumbler basso: le differenze principali risiedono negli ingredienti, nella gradazione e nel sapore:
- L'Americano è composto da Campari, Vermouth rosso e soda; nel Negroni al posto della soda c’è con il gin.
- Il Negroni ha una gradazione alcolica superiore (circa 24-28 gradi) rispetto agli 8-10 gradi dell'Americano.
- L'Americano è più leggero, fresco e dissetante grazie alla soda; il Negroni è più corposo, secco e deciso.
Storia dall'Americano cocktail: le origini del drink
Per capire fino in fondo questo cocktail, vale la pena approfondire la storia dell'Americano. Le sue origini risalgono alla seconda metà dell'Ottocento, quando Gaspare Campari, nel suo locale milanese, iniziò a servire una bevanda chiamata "Milano-Torino", ottenuta mescolando Campari (Milano) e Vermouth rosso (Torino).
Il nome "Americano" arrivò successivamente, intorno agli anni '20 del Novecento, quando il drink divenne particolarmente popolare tra i turisti americani in Italia, che ne apprezzavano il suo gusto fresco e la gradazione moderata. Da quel momento il nome rimase invariato, e ancora oggi l'Americano è considerato uno dei cocktail italiani più iconici ed esportati nel mondo, presente in tutti i principali manuali di miscelazione internazionale.
Una curiosità: l'Americano è famoso per essere stato il primo cocktail ordinato in assoluto da James Bond nel primissimo romanzo di Ian Fleming, Casino Royale (1953). Lo beve anche in A 007, dalla Russia con amore.
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