Scalatura morbida, effetto ali e grande versatilità: guida completa al taglio butterfly.
Scalatura morbida, effetto ali e grande versatilità: guida completa al taglio butterfly.Il taglio butterfly è una scalatura morbida che apre le lunghezze a raggiera intorno al viso, con ciocche corte davanti e più lunghe dietro: l'effetto "ali di farfalla" che dà il nome al taglio. Lo vediamo ovunque da qualche stagione, ma le versioni che circolano non sono tutte uguali: cambia parecchio tra capelli lisci, mossi o ricci, e tra lunghezze diverse. Analizziamo tutte le varianti, capello per capello.
Cos’è il taglio butterfly
Foto: Pinterest @ Alice_Mosly
Il butterfly haircut prende il nome dalla forma che le ciocche disegnano una volta sciolte: corte al centro, più lunghe ai lati, come le ali di una farfalla aperta. Non confondiamolo, quindi, con una scalatura qualsiasi: la differenza sta nei punti precisi in cui il parrucchiere accorcia le lunghezze.
La sua particolarità sta nella distribuzione del peso: le ciocche più corte si concentrano vicino al viso, di solito partendo all’altezza degli zigomi o della mandibola, mentre quelle più lunghe restano sulla nuca e sulle punte esterne, senza subire scalature marcate. Ne risulta una chioma che si muove da sola, senza l'effetto "a tenda" di certe scalature più datate, in cui tutto il peso resta sulle lunghezze finali. In salone conviene chiedere esplicitamente un taglio a strati "corti solo davanti", per evitare che il parrucchiere lo confonda con uno shag più uniforme su tutta la testa o con un wolf cut.
Il nome "butterfly cut" arriva dal disegno che i capelli formano quando sono sciolti e leggermente mossi: le ciocche corte si sollevano verso l'esterno, aprendosi come ali. L'effetto si nota meglio con un po' di movimento, per questo il taglio viene spesso abbinato a onde morbide o a una piega leggermente voluminizzata alla radice, capace di far "staccare" le ciocche corte dal resto della chioma, invece di farle ricadere piatte lungo il viso.
A chi sta bene il taglio butterfly?
Il taglio butterfly non è adatto a ogni forma di viso allo stesso modo, anche se resta tra i più adattabili degli ultimi anni. Prima di prenotare l'appuntamento guardiamo due cose: la forma del viso e la texture naturale del capello.
Forma del viso
Ecco qualche aspetto da tenere in considerazione in base alla forma del viso:
- Viso allungato: il butterfly haircut sta bene soprattutto a chi ha un viso ovale o allungato, perché le ciocche corte davanti allargano otticamente gli zigomi e spezzano la lunghezza del viso.
- Viso rotondo: su un viso rotondo funziona comunque, a patto di far partire le lunghezze corte un po' più in basso, verso la mandibola, così da non accentuare la rotondità, aggiungendo invece volume all'altezza delle guance.
- Viso squadrato: su un viso squadrato, invece, meglio richiedere ciocche leggermente più morbide e sfilate ai lati, per ammorbidire la linea della mascella senza appesantirla ulteriormente.
Tipo di capello
Se stai pensando di optare per un taglio butterly, tieni anche in mente la tipologia dei tuoi capelli: sono mossi o lisci? Fini o voluminosi?
- Capelli mossi: il butterfly haircut sui capelli mossi è la combinazione più naturale: l'onda esalta da sola l'effetto ali, senza bisogno di styling elaborato, e le ciocche corte tendono a incresparsi verso l'esterno in modo spontaneo.
- Capelli fini : sui capelli fini (eccomi, presente!) la scalatura aiuta invece a dare corpo, perché distribuisce il volume su più punti della testa invece di lasciarlo tutto sulle punte, dove il capello fine tende comunque ad assottigliarsi.
- Capelli spessi: su capelli molto spessi, infine, il taglio alleggerisce la massa complessiva senza bisogno di sfoltire in modo aggressivo (non è mica un mullet, insomma).
Taglio butterfly lungo, medio e corto
Le proporzioni delle "ali" cambiano in base alla lunghezza di partenza: più il capello è lungo, più la transizione tra ciocche corte e ciocche lunghe è graduale.
Taglio butterfly lungo
Foto: Pinterest @BB0001209
Sul taglio butterfly lungo l'effetto è più sfumato: le lunghezze corte si fermano intorno al mento o alle clavicole, il resto scende oltre le spalle mantenendo una lunghezza quasi invariata. È la versione con più margine per giocare con la piega, dal liscio filante alle onde ampie, e anche quella che richiede meno ritocchi frequenti, perché la differenza tra le lunghezze si nota meno con la crescita naturale del capello.
Taglio butterfly medio
Foto: Pinterest @analyticsseo1010
Il taglio butterfly medio si ferma di solito tra spalle e scapole, con le ciocche corte poco sotto la mandibola. È la lunghezza che valorizza di più il movimento intorno al viso, perché il contrasto tra le due lunghezze resta ben visibile sia da ferma che in movimento, senza però eccedere in manutenzione: bastano ritocchi ogni due o tre mesi per mantenere le proporzioni.
Taglio butterfly corto
Foto: Pinterest @masajovanovic034
Il taglio Butterfly corto porta la scalatura fino al bob, con le ciocche corte che sfiorano il mento o addirittura gli zigomi nelle versioni più corte. L'effetto ali è qui il più marcato tra le tre versioni, ma le proporzioni si spostano in fretta con la ricrescita: servono ritocchi ogni sei-otto settimane per non perdere la forma a raggiera che caratterizza il taglio.
Taglio butterfly riccio e liscio: due risultati diversi
La texture del capello cambia la resa finale in modo netto, al punto da far sembrare questo hairstyle quasi due tagli diversi, a seconda del punto di partenza.
Taglio butterfly riccio
Foto: Pinterest @dulcemara0658
L'effetto ali si vede già a capello asciutto, senza styling, sul taglio butterfly riccio: i boccoli accorciano otticamente le lunghezze, amplificando il contrasto tra le ciocche corte e quelle lunghe. A mio parere, il taglio andrebbe fatto, o comunque verificato, a secco, perché ogni ricciolo si accorcia in modo diverso e un taglio calcolato su capello bagnato rischia di risultare sbilanciato una volta asciutto. Verificate con il parrucchiere, a cui vi conviene inoltre segnalare il tipo di “pattern” del vostro riccio (a onda, a spirale o a cavatappi), perché questo fattore può cambiare (in centimetri) le proporzioni del taglio e il suo effetto finale.
Taglio butterfly liscio
Foto: Pinterest @angex7
A differenza che sui capelli ricci, il taglio butterfly liscio ha bisogno invece di una piega leggera per far emergere l'effetto: con l’arricciacapelli o le beach waves le ciocche corte si sollevano e aprono la chioma, ricreando l'effetto ali che sul liscio naturale tende a essere meno evidente. Lasciato del tutto liscio, il taglio si nota di più nella caduta laterale che nel movimento, motivo per cui su questa texture spesso si consiglia una leggera scalatura interna in più, per aiutare le ciocche a sollevarsi anche senza piega.
Nella mia esperienza, la vera variabile che decide la buona riuscita del taglio butterfly non è la texture di partenza, ma quanto il parrucchiere riesca a calibrare l'altezza delle ciocche corte sulla forma del viso: due centimetri di differenza cambiano il risultato. Personalmente, avendo capelli sottili e con poco volume, incontro la difficoltà maggiore nel gestire la piega per riprodurre (come si deve) l’effetto ali a casa.
Per questo motivo, penso convenga portare in salone più di una foto di riferimento, perché possiate valutare insieme al parrucchiere non solo la lunghezza, ma anche la texture di partenza.
Foto di apertura: iStock

