Dalla barriera cutanea all'idratazione quotidiana: tutto quello che c'è da sapere sulle ceramidi nelle creme viso.
Dalla barriera cutanea all'idratazione quotidiana: tutto quello che c'è da sapere sulle ceramidi nelle creme viso.In poche parole, le ceramidi sono i lipidi che tengono compatta la pelle e le impediscono di perdere acqua. Si possono trovare in moltissime creme viso, spesso presentate come l'ultima scoperta della skincare, anche se, in realtà, la dermatologia le studia da decenni. Il “segreto” sta nella loro struttura chimica.
Cosa sono le ceramidi?
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Da un punto di vista strettamente tecnico (che ci interessa per capire meglio qual è il beneficio per la nostra pelle) si tratta di una molecola della famiglia degli sfingolipidi. Per capire meglio cos’è una ceramide, possiamo quindi immaginarla come una base sfingoide (un gruppo di grassi che forma la struttura delle membrane della nostra pelle) legata a un acido grasso. Detto così sembra un dettaglio da laboratorio, ma è proprio questa struttura a determinare come le ceramici si comportano sulla pelle, ben prima che finiscano dentro un vasetto di crema.
Dove si trovano naturalmente
Le ceramidi occupano da sole circa il 50% della matrice lipidica che riempie gli spazi tra i corneociti, le cellule ormai morte che formano lo strato più esterno della pelle. Colesterolo e acidi grassi liberi completano il restante 50%, in una proporzione piuttosto costante nella pelle sana. Con l'età, il freddo, l'inquinamento e i detergenti aggressivi, questa proporzione si altera e la produzione naturale di ceramidi rallenta: è qui che una skincare mirata comincia a fare la differenza.
Le diverse famiglie di ceramidi
Non esiste "la" ceramide, ma nove sottoclassi diverse, ciascuna con una struttura e un ruolo specifico nel mantenimento della funzione barriera. Nelle formulazioni cosmetiche le troviamo spesso siglate come Ceramide NP, AP, EOP: sigle che indicano la struttura chimica, non un ingrediente più o meno efficace di un altro.
A cosa servono le ceramidi per la pelle
Capito cosa sono, veniamo al punto che interessa davvero: a cosa servono le ceramidi quando le applichiamo sul viso. Vale la pena usarle ogni giorno, perché sono tra i pochi ingredienti che agiscono direttamente sulla struttura della barriera cutanea, invece di limitarsi a un'idratazione superficiale e temporanea.
Questa caratteristica, in particolare, le rende adatte praticamente a ogni tipo di pelle, comprese quelle più reattive. L'unico avvertimento è sulla pazienza: la barriera si ricostruisce in qualche settimana: non aspettatevi miracoli dopo un paio di applicazioni.
Barriera cutanea e trattenimento dell'acqua
Più la matrice lipidica mantiene il suo equilibrio, più la pelle resta impermeabile verso l'esterno e trattiene l'acqua verso l'interno. Quando questo equilibrio si rompe, le conseguenze si vedono subito: nella dermatite atopica, ad esempio, il contenuto totale di ceramidi nello strato corneo risulta significativamente ridotto rispetto alla pelle sana, con una distribuzione delle sottoclassi che si altera senza seguire lo stesso andamento per tutte (studio di riferimento, Journal of Investigative Dermatology). Non stupisce che le formulazioni a base di ceramidi siano usate anche in ambito dermatologico per queste condizioni, oltre che nella skincare quotidiana.
Ceramidi e segni del tempo
Anche rispetto all'invecchiamento cutaneo il meccanismo non cambia: uno studio randomizzato e controllato condotto su soggetti con pelle secca senile ha dimostrato che la sostituzione diretta delle ceramidi carenti nello strato corneo migliora idratazione, funzione barriera e pH della pelle già dopo una singola applicazione, con risultati più marcati dopo 28 giorni di uso continuativo (Lueangarun et al., 2019, Dermatologic Therapy).
Ceramidi nelle creme: come riconoscerle e abbinarle
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Sapere a cosa servono le ceramidi non basta se poi, davanti allo scaffale o alla lista ingredienti online, non le sappiamo riconoscere. La confusione più comune riguarda proprio le sigle: molte persone cercano la parola "ceramide" per intero e si fermano lì, senza accorgersi che nell'INCI compare quasi sempre seguita da codici che sembrano criptici, ma raccontano molto sulla formulazione. Vediamo come leggerli e come capire se una crema viso a base di ceramidi ne contiene davvero a sufficienza.
In etichetta compaiono come "Ceramide" seguito da una sigla (NP, AP, EOP) oppure, nella vecchia nomenclatura americana, come "Ceramide 1, 2, 3". A mio avviso, non esiste una sigla "migliore": conta di più la formulazione complessiva del prodotto.
Gli abbinamenti che funzionano meglio
Le formulazioni a base di ceramidi risultano più efficaci quando sono abbinate a colesterolo e acidi grassi, gli stessi tre ingredienti che compongono naturalmente la matrice lipidica dello strato corneo. Anche l'acido ialuronico è un buon alleato: richiama acqua negli strati superficiali, mentre le ceramidi limitano la sua evaporazione nel tempo.
Creme viso alle ceramidi: quando aspettarsi i primi risultati
Ci vuole (un po’ di) pazienza. Le ceramidi non danno l'effetto "pelle liscia all'istante" che promettono certi sieri illuminanti, e questo porta molte persone ad abbandonarle troppo presto, convinte che non stiano funzionando. In realtà, agendo su un meccanismo strutturale e non superficiale, hanno tempi di risposta che rispecchiano proprio questo: alcuni segnali si possono vedere anche subito, mentre altri richiedono settimane di utilizzo costante.
Quanto tempo serve per vedere i primi effetti
L'idratazione immediata è la prima cosa che si nota, spesso già nelle 24 ore successive alla prima applicazione. Gli effetti sulla texture della pelle e sulla riduzione della secchezza diventano più evidenti dopo alcune settimane, quando la barriera cutanea ha avuto il tempo di “riorganizzarsi”.
Mattina, sera o entrambe?
Le ceramidi non hanno controindicazioni che ne limitano l'uso a un solo momento della giornata: possono essere applicate mattina e sera, anche insieme ad attivi esfolianti o retinoidi, di cui aiutano a mitigare l'effetto seccante.
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